Il processo pendente e il buco nero della corte di appello (di Riccardo Radi)

Avvocato lei mi prende in giro non è possibile che il processo non è stato ancora fissato, sono trascorsi dieci anni dalla sentenza di primo grado e venti anni dai fatti. C..zo che siamo in Burundi?”.

Nei giorni scorsi ho ricevuto questa telefonata da un assistito che non si capacita del fatto che a 20 anni dai fatti e a 10 dal processo in primo grado il “suo” processo è pendente e non ancora fissato in corte di appello.

A parte la personale ed intima considerazione che quale imputato dovrebbe essere contento ma dopo aver subito la rampogna ho deciso di verificare la situazione.

Questa mattina, per scrupolo ho controllato di nuovo e nulla è cambiato, tanto che senza smentita posso definire la corte di appello penale di Roma un buco nero.

La situazione dei procedimenti pendenti avanti la corte di appello di Roma è ben rappresentata dalla fotografia che abbiamo scelto per questo post.

Una sentenza di primo grado del 17 giugno 2013 per bancarotta con parte civile costituita risulta assegnata nel 2014 alla sezione 2 della corte di appello di Roma e non è ad oggi fissata.

Il presidente del collegio che emise la sentenza di primo grado è in pensione da diversi anni, idem la cancelliera che stilò il verbale e se continuerà così forse riuscirò anch’io a raggiungere l’età pensionabile prima della trattazione in secondo grado.

Questa sorta di lenta “stagionatura” preclude il più delle volte alla dichiarazione di prescrizione e in un futuro molto prossimo alla dichiarazione di improcedibilità perché è arduo pensare che la mole di arretrato si possa volatilizzare con una bacchetta magica.

Come mi ha confidato amabilmente un presidente di sezione della nostra corte di appello penale.

Caro avvocato la leggo con piacere, nei suoi scritti traspare ancora la volontà di provare a migliorare una situazione deficitaria.

Noi siamo allo sbando abbiamo 50.000 fascicoli pendenti e con il processo cartolare riteniamo possibile aumentare le definizioni del 10/15% in più, ma tutto ciò non serve a nulla.

Ho calcolato che per smaltire l’intero arretrato ci vorrebbero 6 anni senza la sopravvenienza di alcun nuovo fascicolo.

Siamo alla bancarotta ma non si può dire“, beh stante i 10 anni per fissare una bancarotta direi che siamo proprio alla bancarotta aggiungo io.

Presidente posso scriverci un contributo o semplicemente un post?

Risposta “Naturalmente, per questo che mi sono confidato, tanto dopo il finto scalpore nulla cambierà“.