Sono almeno una decina di giorni che l’utile e semplice servizio fornito ai cittadini per la consultazione delle sentenze civile e penali della cassazione è fuori servizio, anzi si potrebbe dire in coma, poi capirete perché usiamo questa spiacevole parola.
Il motore di ricerca ItalgiureWeb, permette(va) la ricerca libera tra le sentenze civili e penali della Suprema Corte depositate negli ultimi cinque anni.
Il servizio è presentato sul sito della Cassazione con particolare enfasi, perché si rendono facilmente “accessibili ai cittadini – tramite un motore di ricerca di facile utilizzo – le sentenze degli ultimi cinque anni Portale del Massimario della Corte di Cassazione”
Noi di Terzultima Fermata abbiamo provato a capire le cause del disservizio, abbiamo telefonato in cassazione per ricevere dei laconici “i tecnici stanno lavorando ed è un problema più grosso del previsto”.
Come sempre le risposte sono state evasive e senza particolare trasparenza sulle cause del disservizio.
In realtà la causa dovrebbe essere il tentativo di uniformare il servizio offerto al formato digitale Akoma Ntoso (l’acronimo ricorda il coma, ora avete capito) che si usa per la modellazione dei testi parlamentari, legislativi e giudiziari.
Come al solito, ogni volta che si prova a modificare un servizio telematico sorgono problemi ed anche al massimario della cassazione non sono sfuggiti alla maledizione che sembra accompagnare la giustizia ogni volta che si provi a modificare i sistemi telematici in uso.
Tornando all’acronimo Akoma Ntoso, il sistema è stato ideato dalla professoressa Monica Palmirani dell’Alma Mater di Bologna.
La Palmirani ha promosso e supportato tre comitati tecnici: uno volto a modellare i documenti giuridici in formato XML, uno per definire uno standard tecnologico universale per rappresentare i riferimenti normativi e uno per la modellazione logica delle norme.
Il primo dei tre, in particolare, promuove lo standard Akoma Ntoso, un linguaggio XML pensato per modellare i documenti parlamentari, legislativi e giudiziari, consentendo di preservare nel tempo le caratteristiche giuridiche e tecnologiche, senza perdita di valore giuridico e di conoscenza.
Sviluppato dalla professoressa Palmirani e da Fabio Vitali, professore del Dipartimento di Informatica, Scienze e Ingegneria, e con il supporto del Dipartimento per gli Affari Economici e Sociali delle Nazioni Unite in Kenya, Akoma Ntoso è nato inizialmente per favorire il lavoro dei parlamenti africani, e oggi è adottato anche dal Parlamento Europeo, dalla Commissione Europea e da numerosi parlamenti in tutto il mondo, tra cui Brasile, Stati Uniti e Italia.
Inoltre, diverrà presto lo standard internazionale per il modellamento dei documenti giuridici.
Rimaniamo in attesa che ItalgiureWeb esca dal coma procurato da Akoma.
