Il giudice ideale: “Giudice è chi depone sentimenti e risentimenti, antipatie e simpatie, idee preconcette nate dalla pubblica opinione”.
L’inizio di una arringa di un avvocato che non c’è più: “Signor Presidente, Signori Giudici, senza aggettivazioni o appellativi particolari, perché il termine giudice, secondo la mia concezione, è denso di significato altamente morale e non ha necessità di inutili abbellimenti.
Giudice è chi depone sentimenti e risentimenti, antipatie e simpatie, idee preconcette nata dalla pubblica opinione.
Giudice è chi si inchina di fronte al dubbio, giudice è chi si mortifica nel ripensamento delle proprie opinioni, giudice è chi affronta, prima ancora della prova, la critica di se stesso.
E, solo così, il suo giudizio veste dignità umana e scientifica.
Giudici, io difendo …“
(l’avvocato Luciano Revel così iniziò l’arringa nel processo Lockheed)
