Nessuno ne parla e pochi la ricordano ma per tutti i reati commessi dopo il primo gennaio del 2020 c’è l’improcedibilità prevista dall’articolo 344 bis cpp.
La norma prevede il de profundis sull’azione penale se, salvo eccezioni, il giudizio d’appello e quello di cassazione non sono definiti rispettivamente entro il termine di due anni e dodici mesi.
Qualcuno ha pensato all’armonizzazione del sistema con le novità previste dalla Riforma Cartabia?
Qualche giorno fa mi è capitato di passare davanti una stanza in cui si teneva una riunione di natura organizzativa tra magistrati.
Uno di loro ha commentato le statistiche del primo bimestre 2023, ha sottolineato che la produzione della sezione di cui facevano parte era inferiore alla media ed ha proposto come rimedio di puntare sulla trattazione di una certa tipologia di procedimenti (perché agevoli da definire e motivare.
La preoccupazione di quei magistrati si concentra sulla statistica, sui numeri e non sulle vite delle persone dietro di essi.
Ma, anche messo da parte questo mio pensiero che non è proprio di moda, le mie personali perplessità si appuntano sull’organizzazione dei procedimenti sottoposti al regime dell’improcedibilità che aumenteranno con ritmo crescente e che al momento nessuno sembra considerare.
Lor Signori hanno pensato allo Tsunami che a breve li investirà o sono presi solo dal rispetto delle tabelle del PNRR?
