Gip e difensori di ufficio inutili e costosi (di Vincenzo Giglio e Riccardo Radi)

La vicenda dell’avviso all’indagato di affidarsi al giudice e di evitare il “costo” del difensore di ufficio non è l’iniziativa di un singolo giudice.

Nei giorni scorsi ci siamo più volte occupati degli avvisi giudiziari che, tra le altre indicazioni, contengono anche quella che prospetta la possibilità per l’indagato di fare a meno della difesa tecnica e, ove sia d’accordo, di intimare formalmente al difensore d’ufficio designato dal giudice di astenersi dal partecipare all’udienza cui si riferisce l’avviso e, più in generale, di non compiere alcun atto difensivo.

Il presupposto esplicito di questo invito è che, ove l’indagato non intendesse accoglierlo, sarebbe costretto a remunerare la prestazione professionale del difensore.

Il presupposto implicito più verosimile è che potrebbe non valere la pena spendere quel denaro.

Abbiamo scritto cosa pensiamo di inviti del genere, senza nascondere che li riteniamo aberranti.

Nel frattempo emergono ulteriori casi e rendono sempre più difficile credere che iniziative del genere siano isolate e sempre più facile immaginare che si tratti piuttosto di prassi condivise da più giudici.

La foto che accompagna questo post ritrae il terzo avviso della serie, come sempre depurato da ogni riferimento identificativo nominativo o numerico.

Si tratta di un decreto di fissazione udienza a seguito di opposizione della persona offesa alla richiesta di archiviazione (art. 410. comma 3, c.p.p.).

Anche in questo atto spunta col “dovuto” risalto (in neretto) l’avviso all’indagato che in sostanza può a fare a meno del difensore di ufficio e attendere serenamente “la decisione del giudice”.

Noi di Terzultima Fermata ci limitiamo a sottolineare che nel caso diffuso oggi abbiamo il paradosso che all’udienza fissata ci sarà probabilmente l’avvocato della persona offesa che giustamente coltiverà la sua opposizione mentre l’indagato viene sollecitato ad affidarsi allo “Spirito Santo”.

E poi ci concediamo una riflessione che integra l’opinione che abbiamo già espresso nei post precedenti.

I giudici che hanno emesso gli avvisi da noi pubblicati lasciano intravedere una sorta di noncuranza per la funzione difensiva e, di riflesso, per lo statuto garantistico che il nostro ordinamento, a partire dalla Costituzione, assicura a chi subisce un procedimento penale.

E allora ci chiediamo: ma sono i difensori ad essere inutili o lo sono piuttosto questi giudici che, sminuendo la difesa, vengono meno alla loro funzione di garanti del giusto processo?

Se qualcuno deve sparire dalle scene, non è più appropriato che la prima uscita sia riservata proprio a questa tipologia di giudici?

Infine, e senza alcun intento polemico ma solo per amore della verità: qualcuno, probabilmente sopraffatto dalla messa in chiaro della prassi di cui parliamo da giorni, ha immaginato che potesse trattarsi di una burla da buontemponi o di fake-news abilmente confezionate.

Non ci stupiamo, anche a noi piacerebbe che la cosa si riducesse al rango di una bufala.

Sfortunatamente così non è, gli avvisi sono veri e la  visione di cui sono espressione è altrettanto vera.