È diventato virale sul web, quasi quanto i cambi d’abito di Chiara Ferragni nella serata inaugurale del festival di Sanremo, un video girato il 14 giugno 2019 in un convegno tenuto a Milano su bilanci e plusvalenze (a questo link per leggere, tra i tanti, il resoconto del quotidiano Il Dubbio).
La viralità dipende da quattro fatti.
Il primo è che tra gli interventori c’era un pubblico ministero che avrebbe svelato le sue simpatie e antipatie sportive ed espresso valutazioni sull’incidenza delle plusvalenze nei bilanci delle società sportive e sul conseguente deficit di credibilità che consegue a plusvalenze poco attendibili.
Il secondo è che quello stesso pubblico ministero è tra i titolari di un’indagine, comunque successiva al 2019, che ha riguardato una società calcistica e che si è occupata dei suoi bilanci e dell’appostamento di plusvalenze.
Il terzo è che da quell’indagine è scaturita come sua conseguenza indiretta l’apertura di un procedimento per illecito sportivo a carico di quella società che ha determinato di recente l’inflizione di una pesante penalizzazione.
Il quarto e ultimo, ma non per importanza, è che nel convegno del 2019 sempre quel pubblico ministero aveva dichiarato, diciamo così, di non provare simpatia per quella società.
Si potrebbe fare a questo punto una più o meno dotta disquisizione sui doveri funzionali ed extra-funzionali dei magistrati inquirenti e sulle conseguenze procedurali, disciplinari e deontologiche che potrebbero trovarsi ad affrontare ove vengano meno a quei medesimi doveri ma sarebbe noiosa e, soprattutto, inutile perché chi scrive non crede che le esternazioni del PM tifoso meritino censure formali di alcun genere.
Con un’ultima precisazione però: conviene a tutti, quel PM compreso, ricordare una volta di più l’inestimabile valore del silenzio o almeno della continenza verbale.
