Spiriti liberi: bisogna inventarli o ci sono già? (Vincenzo Giglio)

Così una volta, quando ne ebbi bisogno, mi inventai anche gli «spiriti liberi», ai quali è dedicato questo libro malinconico e coraggioso che si intitola «Umano, troppo umano»: simili «spiriti liberi» non esistono, non esistevano — ma allora avevo bisogno, come ho detto, della loro compagnia per restare di buon umore in mezzo a cose cattive (malattia, solitudine, estraneità, accidia, inattività), come buoni compagni e fantasmi, coi quali si parla e si ride quando si ha voglia di parlare e di ridere, ma che si mandano al diavolo quando diventano noiosi; come risarcimento per la mancanza di amici. Che, prima o poi, tali spiriti liberi possano esistere realmente, che la nostra Europa possa avere, tra i suoi figli di domani e dopo, tali compagni intrepidi e allegri, corporei e tangibili e non solo, come nel mio caso, schemi e giochi d’ombre da romiti, di questo vorrei essere l’ultimo a dubitare. Li vedo già venire, lentamente, lentamente; e potrò forse contribuire ad accelerarne l’avvento descrivendo in anticipo sotto quali destini li vedo nascere, per quali vie li vedo giungere?“.

È un passaggio piuttosto noto di “Umano, troppo umano. Un libro per spiriti liberi” di Friedrich Nietzsche.

Un periodo di cose cattive, il bisogno di rimanere di buon umore e di avere bravi compagni con cui parlare e ridere, l’invenzione degli spiriti liberi dentro un libro malinconico e coraggioso.

Era un uomo solo e sofferente Nietzsche e disponeva solo del suo pensiero. Lo usò per creare qualcuno che non c’era, gli spiriti liberi, nella speranza che il sogno avesse così tanta forza da tramutarsi in realtà.

Che si può dire su questo?

Lo spirito libero, in genere, non è visto di buon occhio. Si può invidiarlo, tentare segretamente di emularlo, ma raramente lo si ama e se ne apprezza la compagnia.

Vale tra le persone, vale nelle comunità.

Nietzsche cercava dunque conforto tra i solitari come lui.

Aveva però torto a pensare di essere lui l’inventore di questa strana categoria di esseri.

C’erano prima di lui e ci saranno sempre. Magari persi tra la folla ma senza mai smarrire la loro individualità. Sono loro sempre, a dispetto dei trend e della convenienza, a costo di apparire demodé.

Sono quelli che non amano mettersi in mostra ma non sono avari di se stessi e non caschi di noia quando li ascolti.

Sono quelli che cercano un senso nelle cose e nella vita e lo cercano per sé, senza mai pretendere di imporlo agli altri.

Sono tante cose gli spiriti liberi ma difficilmente le conosceremo perché, appunto, gli piace perdersi tra la folla.