La corte dei miracoli (di Riccardo Radi)

Anticipo che la storiella non è politicamente corretta anzi direi sfacciatamente irriverente e anche scema se preferite ma realmente accaduta.

Sono pronto a ricevere la mia dose di improperi, insulti ed essere paragonato al “mitico” Alvaro Vitali o al compianto Bombolo ma tant’è.

Il mio coautore si è dissociato ed ha voluto esprimere a verbale il suo dissenso dopo la camera di consiglio tenuta per decidere la pubblicazione.

Il blog Terzultima Fermata si contraddistingue per lo spirito di libertà e confronto ed è aurea la regola che in caso di parità prevale il meno sobrio.

Pertanto ecco l’aneddoto.

In un tribunale della Repubblica, negli anni scorsi, si compose un collegio insolito.

Il presidente, minuto e di statura modesta, era affiancato a destra da un collega di stazza rilevante con uno strabismo di Venere e a sinistra da un altro di statura giraffesca (se pò di’ giraffesca? Si offenderanno le giraffe? Boh! Intanto lo dico e poi se vede) e di corporatura che non si esita a definire mastodontica.

Sfortunatamente, proprio allora nell’aula gremita entrò un avvocato sboccato e insolente ed esclamò: “Ma è la corte dei miracoli?”.

Il silenzio irreale iniziale venne travolto da una esplosione di risate e grida alla quali, grazie a Dio, presero parte anche le vittime di quello sfacciato e ante-litteram body shaming.

All’avvocato la sua irriverenza costò un aperitivo per quattro al bar del tribunale a dimostrazione che esistono magistrati e uomini di spirito.

Oggi, verosimilmente, lo stesso episodio avrebbe effetti ben peggiori.