
Tribunale di Roma sezione X, il giudice monocratico chiama il processo e si ascoltano i testi citati dal PM.
Al momento del rinvio, l’avvocato dell’imputato rappresenta che la teste della difesa è impossibilitata a comparire in quanto: “si trova alla 23^ settimana di gravidanza, accusa algie pelviche, perdite ematiche e contrazioni. Si prescrivono opportune terapie e riposo assoluto per giorni 24”.
Il certificato medico viene depositato.
Il giudice esamina il certificato e dispone il rinvio al 22 luglio alle ore 10,30.
L’avvocato chiede la parola: “Giudice ma la teste è in stato interessante con una situazione di salute precaria. Il procedimento non è a rischio di prescrizione e questo rinvio a luglio non tiene conto delle condizioni di oggettiva difficoltà della teste che a luglio certamente non saranno risolte”.
Il giudice risponde algidamente: “Avvocato oggi è il 3 giugno, il medico ha prescritto 24 giorni. Quindi per il 22 luglio non ci sono problemi”.
Lo sguardo dell’avvocato vale più di mille parole e il suo pensiero va a Ennio Flaiano: “Deve esserci qualcuno che continua a spostare la soglia del ridicolo”.

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